I dintorni
Villa Fogliano
Fa parte dal 1978 del territorio protetto del parco nazionale del Circeo, classificata come zona umida di importanza internazionale (convenzione di Ramsar).
In questa zona sono stati rinvenuti raschiatoi, punte di freccia, ed altre tracce della presenza dell'uomo a partire dalla preistoria. I Romani realizzarono importanti opere di bonifica, trasformandolo in un centro di allevamento e pesca, costruendo piscine e canali per sfruttare al meglio la ricchezza del lago.
Dopo un periodo di abbandono, l'area di Fogliano, divenuta d'influenza pontificia, rifiorisce. Sermoneta, Ninfa e i laghi di Fogliano e Caprolace costituiscono un unico fiorente possedimento che, papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani, 1294) affida alla famiglia Caetani.
La famiglia Caetani arricchisce l'area di nuovi edifici: è del 1742 la costruzione della casina di caccia , nata per ospitare il Conte d'Albany ed il Cardinale di York, nipoti di Giacomo II di Stuart , durante le loro battute di caccia. Nel 1877 , vengono costruite la villa padronale e la cosiddetta "Villa Inglese". Successivi rimaneggiamenti hanno portato ad un totale mutamento nell'architettura della villa padronale e della casa di caccia, che attualmente costituiscono un corpo unico, inglobando i resti dell'antica chiesa di S. Andrea , in seguito sostituita da una chiesetta in stile neogotico situata nei pressi della villa.
Latina Expo
Piana delle Orme
Giardini di Ninfa
ll giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso, nelle quali è compreso anche il Parco Naturale Pantanello, inaugurato il 15 dicembre 2009.
Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino. A partire dal VIII l’Imperatore Costantino V Copronimo concesse a Papa Zaccaria questo fertile luogo, facente parte di un più vasto territorio chiamato Campagna e Marittima, entrò a far parte dell’amministrazione pontificia.
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Il Sagittario
Torre Paola
Torre Paola è una torre costiera difensiva posta sul Promontorio del Circeo al confine con la lunga spiaggia di Sabaudia. Venne eretta nel 1563 per volontà di Papa Pio IV (1559-1565) ad opera dei signori di Sermoneta e San Felice Circeo per contrastare le continue incursioni dei pirati saraceni, completando un sistema difensivo che comprendeva, verso Roma, Torre Astura, Tor Caldara e Tor San Lorenzo. Insieme a Torre Fico fu la prima ad essere edificata, posta in un punto strategico a custodia della foce del canale emissario del Lago di Paola, divenendo parte di un sistema difensivo di sei torri. Già durante la sua costruzione subì il primo attacco da parte dei saraceni (che scesero dall'alto della montagna per cogliere la guarnigione di sorpresa) tanto che, per ovviare a future incursioni dalla rupe, venne modificato l'impianto originario, dandogli la particolare struttura a testuggine con struttura difensiva lato montagna. Nel 1604, dalla torre, si riuscì a cannoneggiare e a spingere alla fuga alcune navi turche. Nel 1773, come riporta l'archivio di stato, a Torre Paola vi erano 1 cannone da 10 con 15 palle, 15 casse di mitraglia e 15 di polvere, 1 cannone da 3/4 con 15 palle, 15 cassa di mitraglia e 70 di polvere; 1 cannone da 1 con 15 palle, 15 casse di mitraglia e 7 di polvere.
Nel 1809, i soldati di presidio si opposero con il fuoco a navi inglesi e numerosi furono gli scontri e le vicissitudini che videro la torre coinvolta. Scontri che però, fortunatamente, hanno rispettato il suo aspetto originale, gravemente minacciato dalla trasformazione del complesso in area residenziale negli anni sessanta. Il 3 giugno 1981 una ragazza ventenne Romana venne uccisa a Torre Paola con 5 coltellate, sono ancora in corso le indagini nonostante siano passati più di 30 anni. Nel 2003 il 26 aprile nacque Faedda al suo interno .
Recentemente, la giunta comunale di San Felice Circeo ha deciso di avviare la procedura di esproprio della torre, che oggi risulta proprietà privata e che attualmente versa in un grave stato di incuria e abbandono , per poter realizzare al suo interno un museo delle Torri Costiere che racconti la storia ed il mito del Circeo e del territorio pontino.